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A GAIA TORTORA IL PREMIO ESTENSE
Gaia Tortora con "Testa alta, e avanti" (Mondadori) vince la 59esima edizione del Premio Estense. Il verdetto è arrivato alla quinta votazione con 22 preferenze, al termine di un appassionante testa a testa con Paolo Borrometi e il suo "Traditori. Come fango e depistaggio hanno segnato la storia italiana" (Solferino). La votazione è stata caratterizzata da un confronto vivace e partecipato tra la giuria tecnica, presieduta da Alberto Faustini, e quella popolare. Le due giurie stamattina si sono riunite al Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara per discutere e votare il vincitore all'interno della quartina finalista composta da: Paolo Borrometi con "Traditori. Come fango e depistaggio hanno segnato la storia italiana" (Solferino), Ezio Mauro con "L'anno del fascismo. 1922. Cronache della Marcia su Roma" (Feltrinelli), Marcello Sorgi con "Mura. La scrittrice che sfidò Mussolini" (Marsilio) e Gaia Tortora con "Testa alta, e avanti" (Mondadori). Il presidente Alberto Faustini, portavoce della giuria tecnica composta da Michele Brambilla, Luigi Contu, Tiziana Ferrario, Paolo Garimberti, Jas Gawronski, Giordano Bruno Guerri, Agnese Pini, Venanzio Postiglione, Alessandra Sardoni e Luciano Tancredi, ha osservato: "La cosa bella di questa edizione è stata la competizione vera fino all'ultimo. I quattro libri finalisti sono individuali e collettivi perché parlano di storie che riguardano il nostro Paese, esattamente come quella raccontata da Gaia Tortora. E' certamente la storia di una famiglia, un'autobiografia emotiva, ma anche e soprattutto la storia di un Paese che si è confrontato con la mala giustizia, paradossalmente anche grazie alla popolarità del protagonista, diversamente non ci saremmo mai interrogati così tanto sul tema. Ancora una volta è emerso quanto sia libera la giuria, nessuno di noi riesce a fare previsioni alla vigilia e non riesce a farlo nemmeno un giurato popolare".

Gian Luigi Zaina, presidente della Fondazione Premio Estense, dichiara: "Non era facile prevedere l'esito finale perché i quattro libri sono tutti di alto valore. Il titolo di Gaia Tortora è senz'altro d'impatto perché racconta una storia familiare dal punto di vista di chi l'ha vissuta in prima persona, dovendo convivere con il trauma causato da un clamoroso errore giudiziario". L'autrice commenta così il risultato: "Nel mio cuore considero la vittoria al fotofinish con il mio amico Paolo Borrometi un ex aequo, sono due libri che raccontano la storia d'Italia seguendo filoni paralleli, sui quali ci sarebbe ancora molto da dire. Dedico questo riconoscimento a quella ragazza di terza media e quindi ai ragazzi delle scuole e delle carceri dove continuo ad andare, soprattutto in quelle minorili. Vorrei che i ragazzi, attraverso il mio libro, comprendessero che giudicare subito è sbagliato e che utilizzassero la loro testa per farsi una propria idea".

Al termine della votazione è intervenuto il Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi che ha così commentato: "Sono felice di aver assistito ad una parte del lavoro delle due giurie che attesta la piena democraticità del Premio Estense. Gaia Tortora, una grande donna che racconta la storia di un grande padre, un uomo che è stato l'emblema di tutti quelli che hanno patito per una cattiva giustizia".

Nel pomeriggio al Teatro Comunale "Claudio Abbado di Ferrara" si svolgerà la cerimonia di premiazione, condotta da Cesara Buonamici, con la consegna dell'Aquila D'Oro a Gaia Tortora e del 39° "Riconoscimento Gianni Granzotto. Uno stile nell'informazione" che la giuria presieduta dal presidente della Fondazione Premio Estense Gian Luigi Zaina e composta da sette imprenditori dei territori di Bologna, Ferrara e Modena (Patrizia Bauer, Luca Cimarelli, Maria Rita Giberti, Paolo Golinelli, Paolo Moscatti, Silvia Pasquali e Giorgio Piacentini) ha assegnato a Federico Rampini. La 59esima edizione del Premio Estense si realizza con la media partnership di ANSA, Rai Cultura e Rai Radio1.
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DECOLONIZZARE LA COOPERAZIONE
Decolonizzare la cooperazione allo sviluppo: è il tema al centro di una tre giorni di dibattiti, confronti e anche una mostra fotografica organizzata a Roma mercoledì 27, giovedì 28 e venerdì 29 settembre dalla onlus Comunità solidali nel mondo. L'appuntamento, in via Galilei 53, è intitolato "Chukuana", una parola swahili che vuol dire "aiutarsi in modo reciproco". Ad aprire la tre giorni l'inaugurazione di una mostra del fotoreporter Marco Palombi, alle 17.30 di mercoledì. "L'obiettivo dell'iniziativa", sottolinea Michelangelo Chiurchiù, presidente di Comunità solidali, "è promuovere la cultura di una vera cooperazione internazionale e riflettere sul bisogno di autonomia e autodeterminazione che viene sempre più richiesto dai partner locali del Sud del mondo". Secondo la onlus, "il tema della decolonizzazione è sempre più evocato dagli stessi partner locali dei progetti in Africa e America del Sud e si traduce nel loro bisogno di autonomia, di autodeterminazione, di libertà dai condizionamenti per essere realmente protagonisti del proprio sviluppo". Rispetto alla mostra, in una nota si legge: "Gli scatti di Palombi ci accompagnano per raccontare momenti di vita colti durante il viaggio in Tanzania svolto nel 2022 insieme a Vincenzo Giardina, giornalista dell'agenzia Dire, e allo staff di Comunità solidali nel mondo". Origini romane e vocazione umanista, il fotografo ha un'esperienza di reportage trentennale, con servizi realizzati da Haiti alla Somalia, dal Burkina Faso al Libano, dall'Iraq al Niger. L'inaugurazione della mostra sarà affiancata da un dibattito, con Palombi, Chiurchiù, Giardina, Giovanni Ruocco, professore dell'Università La Sapienza di Roma esperto sui temi del colonialismo, e Carlo Ciavoni, giornalista di Repubblica. A moderare Chiara Nardinocchi, pure di Repubblica.

Giovedì ci si concentrerà invece sull'"elaborazione di proposte da consegnare ai decisori politici che traducano le esigenze dei nostri partner del Sud del mondo". Al dibattito, alle 17, parteciperanno anche Ivana Borsotto, presidente di Focsiv, Pasquale De Muro, dell'Università Roma Tre, Roberto Natale, giornalista della Rai, Senga Pemba, professore al Saint Francis University College of Health and Allied Sciences in Tanzania, Francesco Petrelli, dell'ong Oxfam, Jean Leonard Touadi, docente della Sapienza, lo storico Sandro Triulzi e Silvia Stilli, presidente dell'Associazione organizzazioni non governative italiane (Aoi). Sia nella mattina di giovedì che in quella di venerdì, dalle 9.30, ci saranno incontri con studenti delle scuole. "Le immagini della mostra e la presenza dell'autore", sottolineano gli organizzatori, "stimoleranno un confronto intergenerazionale sul tema dell'evento". A intervenire anche la docente Milena Iacuzzo e cooperanti di Comunità solidali nel mondo collegati dalle loro sedi di lavoro in Tanzania.
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Alla riscoperta della cinta muraria di Roma
Domenica 24 settembre ricorre la terza Giornata delle Mura e del camminare urbano organizzata dall'Associazione Comitato Mura Latine e Inarch Lazio e promossa dalla Sovrintendenza Capitolina, per approfondire la conoscenza delle Mura Aureliane, patrimonio archeologico, storico e culturale unico in Europa. Al tema della valorizzazione si lega quello della riappropriazione degli spazi cittadini attraverso il camminare lungo percorsi inediti. Per l'occasione, la Sovrintendenza organizza aperture straordinarie di alcune porte del circuito, di alcuni tratti di camminamento e passeggiate lungo i settori più suggestivi della fortificazione.

Simbolo della città stessa, le Mura ci restituiscono l'immagine di una città in evoluzione attraverso i secoli. Innalzate sotto il regno dell'imperatore Aureliano (270-275), potenziate dal successore Onorio agli inizi del V secolo d. C., le Mura rappresentano un segno tangibile delle politiche di difesa degli imperatori contro il pericolo delle invasioni barbariche e di scelte economiche e sociali, in una fase molto travagliata della storia dell'Impero romano. Tra le visite proposte, il tratto di fortificazione compreso tra porta San Sebastiano e Porta Ostiense che si caratterizza per la presenza di un imponente intervento di restauro rinascimentale noto come Bastione Ardeatino, che ha fortificato, sostituendolo, un esteso tratto di mura; l'apertura straordinaria di Porta Asinaria, interessante testimonianza della storia dell'innalzamento delle mura stesse, dalle origini, quando la cintura urbana segna l'espansione della città del III sec. d.C. Inoltre: il tratto che prevede una passeggiata lungo il camminamento delle Mura Aureliane di via Campania accompagnata da letture di racconti e brani storici che permetteranno di immergersi nella complessa e articolata vita della cinta difensiva di Roma e, ancora, l'apertura del camminamento di viale Pretoriano a seguito del recente restauro condotto dalla Sovrintendenza. Infine, il Museo delle Mura dove si racconta la storia delle fortificazioni di Roma consentendo di esplorare una delle porte della cinta muraria: Porta Appia, oggi Porta San Sebastiano.
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NUOVA VITA PER IL QUARTIERE NICOLOSI
Torna a settembre "@tNicolosi", la rassegna organizzata presso lo storico quartiere Nicolosi a Latina che, per il secondo anno, propone un cartellone di musica, arte, danza contemporanea, teatro di prosa e teatro di strada oltre ad una particolare attenzione a proposte dedicate ai bambini. Dal 1 al 24 settembre 2023, nella piazzetta di Via Filippo Corridoni rimessa a nuovo, prenderanno corpo gli eventi organizzati dalle associazioni attive per il quartiere e nella città di Latina: Spazio culturale Nicolosi, Teatro Ragazzi, Lestra, Città Domani, L'angolo di Chirone hanno messo a disposizione passione e competenza grazie al sostegno della Fondazione Roma, dell'Ater e del comune di Latina. Tra i pezzi forti dell'edizione 2023 la presenza di Alessandro Bavari, tra i più importanti esponenti della Visual art mondiale, il musicista Ares Tavolazzi e l'attore Moni Ovadia.

"Rispetto allo scorso anno- spiegano gli organizzatori- si è scelto di "concentrare" gli appuntamenti nel mese di settembre in ragione di due elementi: la possibilità di utilizzare spazi che saranno appena rinnovati all'interno del quartiere e la convinzione che condensare tutte le attività possa essere un segnale maggiormente incisivo e porre in maniera ancora più forte il Nicolosi come "centro" della città di Latina. @tNicolosi rappresenta un nuovo paradigma, una scelta di bellezza, cultura e sociale. Una rivoluzione silenziosa, ma non troppo)". Si parte venerdì 1 settembre con la mostra" Le città invisibili" di Alessandro Bavari a partire dalle ore 19. L'evento sarà aperto tutti i giorni sino al 24 settembre dalle 17 alle 21. Artista prima classico (pittore, scultore, illustratore, musicista) poi digitale, Alessandro Bavari è negli ultimi anni diventato maestro anche nel campo dell'Intelligenza Artificiale nelle sue declinazioni artistiche, campo nel quale è considerato uno dei maggiori esponenti mondiali.
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LA CULTURA NEL PARCO DEL CILENTO E VALLO DI DIANO
Nella suggestiva location del Complesso della SS. Pietà, a Teggiano, è stato presentato "Viaggio nel Vallo di Diano tra cultura, tradizione ed enogastronomia", progetto che intende valorizzare la storia, la cultura, il patrimonio artistico, l'enogastronomia e le tradizioni locali attraverso un itinerario che coinvolge sei Comuni del Vallo di Diano. Insieme a Teggiano, partner capofila, l'iniziativa vedrà protagonisti i Comuni di Sala Consilina, Sassano, San Rufo, San Pietro al Tanagro e Monte San Giacomo, tutti inseriti all'interno del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano. "Viaggio nel Vallo di Diano, meraviglie tutto l'anno" è lo slogan che racchiude il senso del progetto: una serie di interessantissimi appuntamenti, in calendario tra agosto e dicembre 2023, consentiranno di prolungare ben oltre l'estate la proposta di eventi che hanno in comune una forte attrattività per un variegato tipo di target. E che contribuiranno ad arricchire la vivacità del territorio valdianese, puntando anche a uno sviluppo turistico più duraturo. Gli eventi principali del programma riguardano tutte le componenti significative del territorio: dal turismo culturale e artistico a quello religioso, dal turismo enogastronomico a quello ambientale e delle tradizioni popolari. Il tutto in sinergia e complementarità con una serie di iniziative delle associazioni che operano sul territorio.

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto, moderata dalla giornalista Antonella D'Alto, insieme al primo cittadino di Teggiano Michele Di Candia hanno preso parte tra gli altri Francesco Cavallone, sindaco di Sala Consilina, Domenico Rubino, sindaco di Sassano, Michele Marmo, sindaco di San Rufo, Antonio Pagliarulo, presidente del Consiglio Comunale di San Rufo, e Aldo Manno, assessore del comune di Monte San Giacomo. Presente anche Patrizia Laudano, responsabile di progetto. Tutti hanno convenuto sull'importanza di "fare rete" e sulla necessità di estendere oltre il periodo estivo l'appeal turistico dei Comuni del Vallo di Diano, intercettando nuovi flussi turistici attraverso un ampliamento dell'offerta.
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JU BUK: SI PENSA ALLA QUARTA EDIZIONE
Il festival, ideato e diretto dalla sociologa e giornalista Eleonora de Nardis Giansante, ha concluso con grande successo di critica le sue prime tre edizioni in cui si sono succedute firme internazionali del calibro di Donatella Di Pietrantonio, Nadia Terranova, Valeria Parrella, Giulia Blasi, Vera Gheno, Anna Giurickovic Dato, Djarah Kan, solo per citarne alcune.

Mente e cuore di un evento che si accresce di pubblico e di interesse di anno in anno, la direttrice di Ju Buk (che in gergo sta ad indicare la bisaccia del pastore) spiega perché ha scelto di svolgere questo festival proprio a Scanno, storicamente enclave di cultura matriarcale, laddove un tempo gli uomini, pastori transumanti , lasciavano la regione per emigrare con le mandrie e le greggi a Sud, lasciando a madri, mogli e figlie il compito sociale ed economico di gestire la vita del borgo. Lo stesso costume tradizionale della donna scannese è metafora vivente della centralità della donna nella cultura scannese, rappresentato dal caratteristico e sontuoso copricapo a fez con le trecce raccolte sulla nuca, rintracciabile nell’iconografia femminile di culti pagani indoeuropei di dee e sovrane divinizzate; proprio l’abito muliebre di Scanno è attualmente candidato a entrare nella lista del patrimonio Unesco come bene materiale dell’intera umanità.

L’intento è quello di ricondurre Scanno, paese amato da fotografi e artisti di fama, Cartier Bresson, Giacomelli ed Escher su tutti, a quello status cosmopolita e intellettuale degli anni Cinquanta e Sessanta, quando ai tavoli del bar Centrale discorrevano scrittori, registi, attori, artisti dell’intellighenzia dell’epoca.

“Nessuno pensava che Ju Buk potesse davvero osare il volo: le altre manifestazioni letterarie possono contare su solide squadre di collaboratori e fondi a disposizione per l’organizzazione e l’accoglienza e contano sul sostegno materiale di più realtà territoriali. Quest’anno Ju Buk ha ottenuto gli alti patrocini della Regione Abruzzo e del Ministero della Cultura, segno che l’evento sta acquistando prestigio a livello locale e nazionale, come dimostra la crescente attenzione dei media alle tematiche dibattute durante la tre giorni e i fuori rassegna agostani. Ma è soprattutto grazie al sostegno degli scannesi, dai volontari ai valenti tecnici, che sono riuscita a realizzare questo piccolo miracolo di confronto e dialogo, oltre a una rassegna letteraria di altissimo livello culturale e immenso valore antropologico. Sono molto grata alla gente di Scanno che ne ha compreso il valore e l’importanza” commenta Eleonora de Nardis.

Nel programma di Ju Buk quest’anno, infatti, non si sono avvicendate sul palco solo scrittrici ma anche attiviste come l’attrice Valentina Melis testimonial di Differenza Donna, l’economista Azzurra Rinaldi, la politica Marta Bonafoni, la giornalista di guerra Barbara Schiavulli., la presidente di Confindustria dell’ Aquila Laura Tinari. Un vero e proprio congresso dunque, trasversale ed eterogeneo, concepito come confronto costruttivo di idee e scambio osmotico tra culture e generazioni; un vero e proprio laboratorio da cui sono state lanciate proposte culturali e civili, nella promozione di diritti e pari opportunità e nell’affrontare temi imprescindibili per il progresso sociale, dalla bioetica alle migrazioni.

Si pensa già alla quarta edizione, certi che accadranno cose meravigliose sotto il cielo stellato della prossima estate: appuntamento con le scrittrici guerriere dal 26 al 28 luglio 2024, naturalmente a Scanno.

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